“Miles Davis, 100 anni dopo: perché continua a cambiare la musica ”
Due date, un solo anno, una rivoluzione musicale: nel 1926 nasceva Miles Davis ed anche John Coltrane, destinati a riscrivere jazz.
Il 26 maggio del 1926 nacque Miles Davis, mentre il 23 settembre 1926 nacque John Coltrane due pilastri fondamentali del Jazz.
“Miles Davis e John Coltrane”
In questo articolo cercheremo di raccontare, non in maniera esaustiva, certo, alcuni tratti della personalità istrionica del grande Miles Davis.
La vita
Nasce ad Alton (Illinois) negli Stati Uniti, in una famiglia agiata: il padre è un dentista, mentre la madre è una violinista. Sarà proprio lei a cercare di indirizzarlo verso lo studio del violino.
Fin dai primi anni, Miles Davis mostra una forte predisposizione per la musica, ma nel 1935 riceve la sua prima tromba da John Eubanks, amico del padre. Viene quindi affidato a un insegnante per imparare a suonare lo strumento, ma viene spesso rimproverato per l’uso eccessivo del vibrato.
A questo proposito un fun fact (una curiosità) , è rimasta famosa una frase del suo maestro, che lo ammoniva così:
“Guarda Miles, piantala con questo vibrato alla Harry James. Non c’è bisogno di far tremare le note, perché tremerai abbastanza da solo quando invecchierai!”
Dopo il diploma si trasferisce a New York, nella famosa 52ª strada (nota anche come swing street), il cuore pulsante della musica jazz a Manhattan.
Miles viene reclutato ad un certo punto dal grande sassofonista Charlie Parker al posto di Dizzy Gillespie.
Charlie Parker e Alcune incisioni
Con “Bird”, cioè Charlie Parker, Miles Davis partecipò a diverse incisioni fondamentali del bebop tra il 1945 e il 1948. Oltre a “Now’s the Time”, ecco le principali:
“Billie’s Bounce” (1945)
“Ko-Ko” (1945) (qui Miles è presente nella sessione, anche se non suona in tutti i take)
“Donna Lee” (1947)
“Chasin’ the Bird” (1947)
“Milestones”(da non confondere con quello del ’58 di Miles) (1947)
“Ornithology” (1946)
“Yardbird Suite” (1946)
“Scrapple from the Apple” (1947)
Tra il 1948 e il 1949 si afferma sulla scena internazionale il cool jazz, con Miles Davis come uno dei principali protagonisti e leader del movimento. In questo periodo si interrompe il sodalizio con Charlie Parker, e Miles inizia a collaborare con le più importanti band e formazioni jazz dell’epoca.
La sua vita artistica attraversa grandi successi alternati a momenti di difficoltà, anche economiche, e soprattutto di salute. Inizia inoltre a fare uso di sostanze stupefacenti e, tra il 1975 e il 1980, si può dire che attraversi un periodo di quasi silenzio artistico.
Nel 1975, Miles Davis era afflitto da diversi problemi di salute: diabete, artrite (a causa della quale nel 1976 si sottopose a un intervento di sostituzione dell’anca), borsite e ulcera.
In quegli anni Miles Davis attraversa un periodo di forte difficoltà personale e psicologica. Ricomincia a fare uso di droghe, soprattutto cocaina, e abusa anche di alcol in modo pesante. La fusion, uno stile che lui stesso aveva contribuito a creare, si stava ormai diffondendo ampiamente, ma Miles non apprezzava che altri musicisti ne raccogliessero i frutti in modo autonomo.
Durante un tour del 1975, in cui apriva i concerti di Herbie Hancock, si sarebbe sentito umiliato al punto da cacciare Hancock dal proprio camerino, anche se questo episodio non è confermato da fonti ufficiali.
In questo contesto decide di ritirarsi temporaneamente dalle scene tra il 1975 e il 1980. Il ritorno avviene gradualmente a partire dal 1979, incoraggiato da diverse persone, tra cui due figure fondamentali: l’attrice Cicely Tyson, diventata famosa anche grazie alla serie Radici, e il produttore discografico George Butler. Furono proprio loro a convincerlo a riprendere in mano la tromba.
Nel 1980, Miles Davis era pronto a tornare sulla scena e a formare un nuovo gruppo musicale.
“George Butler & Cicely Tyson”
In questo stesso anno (1980) Miles raduna a sè Bill Evans (omonimo del pianista), il chitarrista Mike Sterned, il giovane bassista Marcus Miller. Alla batteria Al Foster. Nel 1981 incide “The Man with the horn”. Ottiene un buon successo commerciale non tanto un buon successo dalla critica. La sua salute però vacilla e purtroppo soffre per un periodo di una paralisi al braccio e dovette sottoporsi a diverse cure anche disintossicanti dalle droghe. Con l’album “Star People” nel 1983 , entra nel gruppo il chitarrista John Scofield.
“Miles Davis e John Scofield nel Novembre dell’86 in un live Barcellona”
“L’ultima nota di Miles Davis”
Nel 1985 Miles Davis torna in studio e incide You’re Under Arrest, un album che riceve un’accoglienza piuttosto critica. All’interno del disco compare anche una reinterpretazione del celebre brano di Cyndi Lauper, Time After Time.
Nel 1988 appare nello splendido Dune Mosse di Zucchero. Nel 1990 riceve il Grammy Award alla carriera.
Nel 1991 Miles dichiara: “For me, the urgency to play and create music today is worse than when I started.” che può essere tradotto come: “La necessità che ho di suonare e creare musica oggi è maggiore di quando ero agli inizi.”
Nonostante alti e bassi, continua a suonare fino agli ultimi anni della sua vita. Gli ultimi concerti tenuti in Italia si svolgono nel 1991: il 23 luglio allo Stadio Olimpico di Roma, dove prima di lui si esibisce Pat Metheny, e il 24 luglio a Castelfranco Veneto, in Piazza Giorgione.
Il 28 settembre 1991 viene colpito da un attacco di polmonite, seguito da due ictus (complicazioni legate al diabete), che lo portano alla morte all’età di 65 anni. Dopo il primo attacco, mentre i medici gli comunicano la necessità di intubarlo, reagisce con veemenza. Il secondo ictus si rivela fatale.
La sua salma riposa al cimitero di Woodlawn, nel Bronx, a New York.
“Tomba di Miles Davis situata nel Bronx (New York)”
Gli eventi del Centenario
Innumerevoli sono, durante tutto l’anno, le iniziative dedicate al centenario della nascita di Miles Davis. Tra queste, vale la pena ricordare quella del 30 aprile, tenutasi al Conservatorio San Pietro a Majella, dove è stato celebrato il doppio centenario (insieme a quello di John Coltrane) nella Sala Scarlatti. Le esibizioni hanno attraversato anche i repertori di Chick Corea, Horace Silver, Benny Golson, Duke Ellington, Sonny Rollins e Cedar Walton.
A Roma, la Fondazione Musica per Roma dedica l’intero 2026 al leggendario trombettista, con il supporto di uno dei suoi figli, Erin Davis. Il progetto, intitolato Miles Davis Centennial, prevede una serie di spettacoli, concerti e produzioni originali.
Da ricordare anche Kind of Miles, progetto di Paolo Fresu, chiaro riferimento all’album Kind of Blue.
Un’opera che ripercorre alcuni momenti della carriera di questo straordinario trombettista. Anche il chitarrista Max Puglia ha realizzato un progetto a lui dedicato.
Vale la pena ricordare anche il Comune di Pordenone, che partecipa alle celebrazioni del centenario di Miles Davis con un programma intitolato Listen to This. L’iniziativa si svolge in una location particolarmente raffinata ed elegante: Villa Cattaneo, dove una mostra non solo si “vede”, ma si “ascolta”.
“Paolo Fresu e la sua tromba”
La Discografia di Miles
Gli inizi e il cool jazz
Birth of the Cool (1957, registrazioni 1949–50)
Round About Midnight (1957)
Milestones (1958)
Il capolavoro assoluto
Kind of Blue (1959) Considerato uno dei dischi più importanti della storia del jazz
Il periodo orchestrale e lirico
Sketches of Spain (1960)
Il secondo grande quintetto (jazz moderno)
E.S.P. (1965)
Miles Smiles (1967)
Nefertiti (1968)
La rivoluzione elettrica (fusion e jazz rock)
In a Silent Way (1969)
Bitches Brew (1970)
On the Corner (1972)
Il ritorno e gli anni ’80
Tutu (1986)
You’re Under Arrest (1985)
Ultimo periodo
Doo-Bop (1992, pubblicato postumo)
GRAZIE PER AVER CAMBIATO LA MUSICA, MILES DAVIS!
Articolo curato dalla redazione: Mario Masciullo e Gabriele Prisciano da ” Torno al Sud, dove il jazz è di casa,”!