Paolo Tomelleri ed Elena Andreoli dal 23 Aprile Swing

Swing, canzone francese e nuovi progetti: ripartono da giovedì 23 aprile dal MaMu di Milano i live della vocalist Elena Andreoli

Swing, canzone francese e nuovi progetti: ripartono da giovedì 23 aprile dal MaMu di Milano i live della vocalist Elena Andreoli

Il viaggio musicale di Elena Andreoli continua a disegnare traiettorie sempre più ampie, sospese tra eleganza, ricerca e una profonda sensibilità interpretativa. Dopo il recente successo della tournée in Giappone  che ha registrato tre concerti sold-out tra Yokohama, Tokyo e Osaka, la vocalist e autrice milanese torna in Italia con una serie di appuntamenti che promettono di consolidare e ampliare ulteriormente il suo percorso artistico. Un ritorno atteso, che si traduce in una rassegna di concerti capaci di intrecciare jazz, swing e suggestioni della chanson française, confermando la natura internazionale e in continua evoluzione della sua proposta musicale.

Il primo appuntamento segna un momento particolarmente significativo: il concerto al MaMu, Magazzino Musica di Milano. In questo spazio raccolto e attento alla qualità dell’ascolto, Andreoli presenterà il suo progetto discografico “Beautiful Love”, affiancata dal clarinettista Paolo Tomelleri, figura di riferimento nel panorama jazzistico italiano. Più che un semplice live, si tratta di un’immersione sonora nella cosiddetta Golden Era dello swing, reinterpretata con uno sguardo contemporaneo. Il repertorio scelto evita deliberatamente gli standard più abusati, preferendo brani meno frequentati ma ricchi di sfumature, in cui il peso delle parole si intreccia con la libertà espressiva delle note.

Jazz Swing Insieme al duo, Elena Andreoli 2026 Aprile

“Beautiful Love” non si configura come un’operazione nostalgica, bensì come una dichiarazione di intenti: riportare alla luce un linguaggio musicale senza irrigidirlo in forme museali. La voce di Andreoli si muove con naturalezza tra le pieghe del tempo, valorizzando il testo e lasciando spazio a un dialogo continuo con il clarinetto di Tomelleri. È proprio questa relazione, costruita su due linguaggi distinti ma complementari, a costituire uno degli elementi più affascinanti del progetto. Accanto a loro, una formazione di musicisti affiatati – pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria – contribuisce a creare un tessuto sonoro caldo e dinamico, capace di sostenere e amplificare l’intensità interpretativa.

L’evento milanese sarà inoltre arricchito dalla presentazione di una tiratura limitata di vinili fiammati dell’album, realizzati originariamente per il mercato giapponese. Veri e propri oggetti da collezione, questi dischi rappresentano non solo un’estensione fisica del progetto musicale, ma anche un segno tangibile del legame instaurato con il pubblico internazionale.

Pochi giorni dopo, il viaggio prosegue con una tappa al BrutLand Festival di Merate. In questo contesto, Andreoli si esibirà in quartetto, proponendo una scaletta che attraversa lo swing americano e italiano, senza rinunciare a incursioni nella tradizione della canzone italiana. Brani celebri e meno noti convivono in un equilibrio raffinato, dando vita a un concerto pensato per coinvolgere un pubblico eterogeneo. L’inserimento di evergreen come “Volare” o “Conosci mio cugina” testimonia la volontà di costruire ponti tra generi e generazioni, mantenendo sempre una forte coerenza stilistica.

Ma è subito dopo questa tappa che il percorso di Andreoli si apre a una nuova dimensione europea. Il trasferimento a Parigi rappresenta infatti un momento di ricerca e sperimentazione, in cui la chanson française diventa terreno fertile per nuove contaminazioni. Non si tratta di un semplice avvicinamento a un repertorio iconico, bensì di un lavoro più profondo sul suono, sul ritmo e sulla lingua. La capitale francese si configura così come uno spazio creativo in cui il jazz può incontrare nuove forme espressive, generando un dialogo interculturale ricco di possibilità.

Questa esperienza troverà una prima sintesi nel concerto milanese del 9 maggio, all’Après-Coup, con il debutto del progetto “La vie en rose”. Per l’occasione, Andreoli sarà affiancata da una formazione inedita: fisarmonica e violino, strumenti che evocano immediatamente atmosfere parigine ma che, nelle mani giuste, possono diventare veicoli di sorprendente modernità. Il repertorio spazierà dai classici dello swing alla chanson française, con un’attenzione particolare a Edith Piaf, figura simbolo di un modo di cantare intenso e viscerale. In questo contesto, la voce di Andreoli trova una dimensione particolarmente congeniale, capace di esprimere al meglio la sua cifra stilistica fatta di calore, precisione e profondità emotiva.

La fantastica Elena Andreoli Swing 2026 Canzone francese e nuovi progetti

A chiudere questa rassegna sarà il concerto del 14 maggio al Bonaventura Music Club di Buccinasco, dove tornerà in scena il sestetto con Paolo Tomelleri. Qui il progetto “Beautiful Love” ritroverà la sua forma più completa, con tutta l’energia e la complicità maturate nel tempo. La forza di questo ensemble risiede proprio nella capacità di lavorare per sottrazione: pochi virtuosismi, nessuna sovrastruttura, ma una grande attenzione all’equilibrio complessivo. Il risultato è un suono elegante e fluido, in cui ogni elemento contribuisce a creare un’atmosfera coerente e coinvolgente.

La vocalità di Andreoli emerge in questo contesto con una naturalezza che richiama certe interpreti del passato, pur mantenendo una forte identità contemporanea. Il suo modo di cantare rivela una consapevolezza profonda del peso delle parole, mentre il clarinetto di Tomelleri aggiunge una dimensione narrativa immediatamente riconoscibile. Intorno a loro, la band costruisce un terreno sonoro morbido e accogliente, permettendo alla musica di respirare e svilupparsi senza forzature.

Nel complesso, questa serie di concerti non rappresenta soltanto una tournée, ma un vero e proprio capitolo di un percorso artistico in continua trasformazione. Elena Andreoli si muove con sicurezza tra tradizione e innovazione, dimostrando come il jazz possa ancora essere un linguaggio vivo, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Un viaggio che, partito da Milano, ha già attraversato il mondo e che ora torna a casa arricchito di nuove esperienze, pronto a ripartire ancora.

Sito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it

 

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