Swing, canzone francese e nuovi progetti: ripartono da giovedì 23 aprile dal MaMu di Milano i live della vocalist Elena Andreoli
Il primo appuntamento segna un momento particolarmente significativo: il concerto al MaMu, Magazzino Musica di Milano. In questo spazio raccolto e attento alla qualità dell’ascolto, Andreoli presenterà il suo progetto discografico “Beautiful Love”, affiancata dal clarinettista Paolo Tomelleri, figura di riferimento nel panorama jazzistico italiano. Più che un semplice live, si tratta di un’immersione sonora nella cosiddetta Golden Era dello swing, reinterpretata con uno sguardo contemporaneo. Il repertorio scelto evita deliberatamente gli standard più abusati, preferendo brani meno frequentati ma ricchi di sfumature, in cui il peso delle parole si intreccia con la libertà espressiva delle note.

“Beautiful Love” non si configura come un’operazione nostalgica, bensì come una dichiarazione di intenti: riportare alla luce un linguaggio musicale senza irrigidirlo in forme museali. La voce di Andreoli si muove con naturalezza tra le pieghe del tempo, valorizzando il testo e lasciando spazio a un dialogo continuo con il clarinetto di Tomelleri. È proprio questa relazione, costruita su due linguaggi distinti ma complementari, a costituire uno degli elementi più affascinanti del progetto. Accanto a loro, una formazione di musicisti affiatati – pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria – contribuisce a creare un tessuto sonoro caldo e dinamico, capace di sostenere e amplificare l’intensità interpretativa.
L’evento milanese sarà inoltre arricchito dalla presentazione di una tiratura limitata di vinili fiammati dell’album, realizzati originariamente per il mercato giapponese. Veri e propri oggetti da collezione, questi dischi rappresentano non solo un’estensione fisica del progetto musicale, ma anche un segno tangibile del legame instaurato con il pubblico internazionale.
Pochi giorni dopo, il viaggio prosegue con una tappa al BrutLand Festival di Merate. In questo contesto, Andreoli si esibirà in quartetto, proponendo una scaletta che attraversa lo swing americano e italiano, senza rinunciare a incursioni nella tradizione della canzone italiana. Brani celebri e meno noti convivono in un equilibrio raffinato, dando vita a un concerto pensato per coinvolgere un pubblico eterogeneo. L’inserimento di evergreen come “Volare” o “Conosci mio cugina” testimonia la volontà di costruire ponti tra generi e generazioni, mantenendo sempre una forte coerenza stilistica.
Ma è subito dopo questa tappa che il percorso di Andreoli si apre a una nuova dimensione europea. Il trasferimento a Parigi rappresenta infatti un momento di ricerca e sperimentazione, in cui la chanson française diventa terreno fertile per nuove contaminazioni. Non si tratta di un semplice avvicinamento a un repertorio iconico, bensì di un lavoro più profondo sul suono, sul ritmo e sulla lingua. La capitale francese si configura così come uno spazio creativo in cui il jazz può incontrare nuove forme espressive, generando un dialogo interculturale ricco di possibilità.
Sito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it
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