Original Dixieland Jazz Band di James La Rocca

Original Dixieland Jazz Band di James La Rocca

La Original Dixieland Jazz Band di James La Rocca

James La Rocca

Dominic James La Rocca, detto Nick, era nato a New Orleans (Louisiana) l’11 aprile 1889 e qui morì il 22 febbraio 1961. Dal cognome si evince chiaramente che le sue origini sono italiane, ed infatti era nato da una coppia di emigranti siciliani: da papà Girolamo nato a Salaparuta (Trapani) ed anche lui un bravo cornettista e da mamma Vita De Nina che proveniva da Poggio Reale (Trapani). La storia racconta che nel 1917, esattamente il 17 febbraio, Nick La Rocca inciderà il primo disco jazz della storia: con la sua Original Dixieland Jazz Band (suonavano Eddie Edwards, Larry Shields, Henry Ragas, Tony Sbarbaro), il 78 giri si chiamerà Original Dixieland-One Step Livery Stable Jazz vendendo in poco tempo un milione e mezzo di copie e surclassando il record di vendite precedenti che appartenevano al tenore Enrico Caruso.

James La Rocca e la Original Dixieland Jazz Band

“La gente, nei locali, era abituata a strumenti leggeri e noi sconvolgevamo tutto. All’inizio gridavano di mandare a casa i “contadini”, poi qualcuno si mise a ballare e iniziò tutto”. Nick La Rocca riposa nel cimitero di New Orleans, accanto a cognomi di chiara origine italiana, come Spedale o Trapani. Nick scrisse, possiamo dire, i primi grandi successi del neonato Jazz del novecento, come: Tiger Rag Clarinet marmalade. Comincia ad essere un artista strapagato e sdogana l’allora “jass” in jazz. Nei locali del tempo i gangster di Chicago lo apprezzano molto, anche a New York e’ molto in voga. Possiamo dire che fu La Rocca, un italo/americano bianco a portare la black music detta jazz nel mercato dei bianchi. Colorò di striature bandistiche, liriche, mediorientali quei suoni del tempo, risentendo delle sue origini siciliane. Tuttavia questo però non durò molto, in quanto tra proibizionismo, moralismi e razzismi al contrario, alla fine La Rocca rischia di essere dimenticato, soppiantato da personaggi come King Oliver. Sconfortato da questi eventi scaricò la sua delusione in un’impresa edile, fece fallire la  reunion della sua band, mandando per circa venti anni, in giro per il mondo documenti, foto, testimonianze che provassero la sua verità. Nei nostri giorni, per fortuna, un eccellente film “SICILY JASS” con la regia di Michele Cinque tratteggia con completezza, equilibrio e poesia la vicenda umana di questo meraviglioso musicista italo/americano. Questo film si ambienta in quei luoghi, quasi fantasma, del Belice. In questo film vi e’ una narrazione quasi simbolica affidata a Mimmo Cuticchio  con i suoi “pupi” ed una colonna sonora firmata da Salvatore Bonafede ed eseguita alla tromba da Roy Paci. Possiamo dire che senza questa personalità, di certo, il JAZZ avrebbe avuto con certezza un altro percorso. A tal proposito scomodiamo persino il grande Louis Armstrong, con la sua citazione su NICK: “punto di riferimento” per scegliere di suonare la tromba. Nick era personaggio affascinante quanto fastidioso. Possiamo e dobbiamo però dire che l’artista Nick La Rocca  merita un ricordo concreto, nella nomenclatura dei grandi del JAZZ, al di là di tutte sue fragilità umane. E’ lui il primo jazzista al mondo, The world’s first man in jazz!

Ed è grazie a Lui , se possiamo parlare anche di una bellissima rassegna che si tiene a Castel Buono, denominata, appunto, Castel Buono Jazz Festival, giunta alla 26° edizione. La rassegna, che partirà nel 2023, il 16 luglio alle 17.30 avrà nel concerto d’apertura la tromba di Paolo Fresu.

Paolo Fresu

La rassegna e’ intitolata a Nick La Rocca!

 

Grazie da Mario Masciullo (redazione culturale del sito) e da Carlo Bello (responsabile  informatico ).

Jazzworld.it (dove il jazz è di casa).

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